domenica 24 aprile 2011

Stagione di spade


Oooh, quanto tempo... uno non fa in tempo a distrarsi un attimo che è già pasqua...
tempo, tempo, tempo... parola fin troppo ricorrente in questo blog e, devo ammettere, mia piccola ossessione perchè risorsa di inestimabile valore e fin troppo spesso sprecata o, comunque, male utilizzata.
Restando nel tema e abbandonando le ciance pseduo-metafisiche, devo dire che questo periodo dell'anno è uno dei miei preferiti in un ambito che mi sta molto a cuore, ovvero quello sportivo.
Nella maggior parte degli sport, infatti, la primavera è sinonimo di conclusione della stagione, di lotte all'ultimo sangue, di sfide "dentro o fuori" e dei conseguenti dolceamari verdetti. Di conseguenza la tensione, l'agonismo e la concentrazione visionabili in quest'ultima fase non sono nemmeno paragonabili alle loro blande controparti di inizio stagione, dando spesso luogo a sifde, partite, duelli emozionanti e spettacolari.
E se questo riguarda i più forti giocatori del mondo che osservo da lontano, nondimeno riguarda lo sport che nel mio piccolo pratico attivamente, in cui siamo recentemente entrati nel periodo dei playoff.
E' quindi con rinnovata passione che mi butto in quella che con molta probabilità sarà la mia ultima stagione giocata, per non perdere neanche una goccia di quelle emozioni che solo l'adrenalina di una battaglia riesce a regalare.

domenica 30 gennaio 2011

Checklist


Ricapitolando.
Festeggiamenti di natale all'ingrasso: fatto.
Favoloso capodanno in montagna (vedi anche kart sul ghiaccio, vedi anche snowboardata, vedi anche centro benessere, vedi anche slittini): Fatto.
Triplice festa di compleanno: fatta (con qualche difficoltà ad arrivare sano e salvo fino in fondo).
Sabato-domenica a Falcade (vedi anche lezioni di snowboard, vedi anche magnifica scorpacciata, vedi anche ciaspolata): fatto.
Bilancio decisamente positivo e adesso neanche il tempo di pensare che è già ora di tuffarsi nella nuova avventura carnevalesca.
Avanti così!

mercoledì 8 dicembre 2010

Di nuovo dicembre


Rieccoci qui.
Di nuovo vicini alla fine di un altro anno e mentre dilaga una pilotata smania natalizia è ancora tempo di bilanci e revisioni dell'anno trascorso, di innumerevoli classifiche sul meglio e il peggio dei 12 mesi (quasi) passati e di nostalgiche rivisitazioni.
Ma questo 31 dicembre non chiuderà solamente l'anno in corso, ma anche un decennio battezzato dalla paura di quel millenium bug che poi non si è rivelato niente di così eclatante.
E quando parliamo di un decennio ci si riferisce a un tempo così lungo da essere difficile anche solo da immaginare e ad una serie di avvenimenti compresi in esso veramente mastodontica, al punto che anche cercando di ricordarli sicuramente lasceremmo fuori qualcosa.
Sì perchè questo decennio è stato quello che si è aperto con il terribile attentato alle torri gemelle, ma anche quello che ha sconvolto l'america con il primo presidente di colore. E' stato il decennio in cui la più improbabile Italia di calcio ha resistito fino in fondo, arrivando alla coppa del mondo, in cui la recessione si è espansa a tutto l'occidente e ha fatto danni imprevedibili, in cui i media hanno tentato di inculcarci timori esagerati per pandemie quali mucca pazza, aviaria, suina, che poi sono scomparse nel nulla.
In questo periodo sono sorti dei capolavori del cinema come la trilogia del signore degli anelli, Inception, (per certi versi) Avatar e abbiamo assistito alla diffusione a macchia d'olio della tecnologia 3d.
Internet ha assunto un ruolo sempre più importante e i social network sono passati da fenomeno di nicchia a bisogno quasi primario, mentre la tecnologia faceva passi da gigante e assieme ai gioelli apple (Iphone e ipad) gli smartphone hanno invaso il mercato.

Questo solo per dare una piccola occhiata all'esterno.
Se volessimo guardare all'interno, invece, per quello che mi riguarda i cambiamenti sarebbero ancora più sconvolgenti, tanto che se incontrassi il me stesso di dieci anni fa probabilmente farei fatica a riconoscermi.

E allora godiamoci questi ultimi botti del decennio che si sta per concludere, con la certezza che quello nuovo saprà emozionarci e stupirci ancora di più.
E dal lato personale in anticipo sui buoni propositi di fine anno mi pongo un solo obiettivo.
Tra dieci anni riuscire a dire la stessa cosa.
Che non mi riconoscerei, da quanto sono cresciuto.

martedì 2 novembre 2010

Scrivere per sè stessi o per gli altri?


Credo che si tratti di un dubbio che prima o poi qualsiasi scrittore si trova ad affrontare, dall'autore di Best seller allo scribacchino di strada come me (anche se la strada, in questo caso, è telematica), se ciò che si sta scrivendo viene fatto per soddisfare la bestia creativa che è dentro ogni scrittore e che si nutre di frasi trasposte su carta o web o se si scrive per il gusto di soddisfare il proprio pubblico.
Credo anche che sia chiaro lo scopo di questo blog e per quanto rispetti i miei pochi, ma fedeli lettori, credo che anche loro sappiano che non è questo lo spazio per compiacerli e di certo non è il luogo dove il gande pubblico troverà quello che vuole.
La tana del Nardo, come già detto in passato, è quel piccolissimo angolo del cyberspazio che posso chiamare casa, dove mi piace annotare, come da incipt, quello che mi passa per la mente in quel momento e magari rileggerlo mesi dopo per andare a rievocare vecchie sensazioni.
Ovviamente sono più che contento se qualcuno ha piacere a condividere queste emozioni con me, ma ci tengo a precisare che quando scrivo qui lo faccio con la maggior naturalezza possibile, senza filtri e senza stare a riflettere troppo su quello che metto giù.
Si potrebbe definire Liscio.
Ciò non toglie però, che una volta soddisfatto questo bisogno, anch'io senta a volte la suddesta bestia dentro di me reclamare popolarità e i ricordi vanno veloci a quando scrivevo recensioni di libri o film e il sapere che qualcuno leggeva e talvolta apprezzava i miei articoli mi riempiva di soddisfazione.
Da questo deriva la mia scelta, ultimamente, di scrivere anche per un pubblico più ampio, vasto, se possibile, quanto la rete intera.
Ho trovato un sito consono ai miei bisogni, che pubblica senza problemi i miei articoli e gli da una visibilità molto buona nei motori di ricerca, senza chiedere nulla in cambio, se non una quota di eventuali ritorni pubblicitari.
Ecco allora che nello scoprire che in 3 giorni circa 90 persone hanno letto un mio articolo sul futuro delle televisioni 3D o che qualcuno ha dato il massimo dei voti alla mia recensione di Inception fa calmare per un attimo la sete di soddisfazione del mio ego.
Non preoccupatevi, comunque, non ho nessuna intenzione di smettere di scrivere qui, nè di farmi accecare da una effimera "popolarità", semplicemente volevo condivire questo pensiero e se qualcuno volesse leggere una versione diversa di me la trova Qui

lunedì 4 ottobre 2010

Nostalgia canaglia


Una delle cose che ho sempre criticato a molte persone (Chissà con che diritto poi) è una scarsa apertura mentale nei confronti delle novità.
In particolare, mi ha sempre un po' infastidito quel fenomeno insito nelle profondità del subconsio umano, che io chiamo "Alla Paolo Limiti", che ci porta a pensare che le cose belle siano solo quelle già avvenute e che nulla di quello che verrà potrà nemmeno avvicinarsi.
E' lo stesso meccanismo per cui ci si innamora di un album o di un film e poi si rimane inevitabilmente delusi dal seguito, in fin dei conti semplicemente perchè è diverso da ciò che ci era così tanto piaciuto e che ci aspettiamo, inconsciamente di rivedere.
Devo essere onesto ed ammettere che con il passare del tempo (o degli anni se vogliamo) tendo ad essere anch'io tentato da questo tranello della psiche, come quando penso che non ci sarà mai un altro Matrix (ma, ammettiamolo, Inception ci va quasi vicino) o un videogioco alla pari di Final Fantasy VII o un libro più bello del Signore degli anelli.
La verità è che è sempre più difficile mettersi in gioco e cercare di scovare la bellezza in qualcosa che non si conosce, piuttosto che adagiarsi sulla venerazione di opere del passato e frequentemente mi ritrovo intrappolato anch'io in questo ozio mentale.
L'ultimo esempio l'ho avuto con un nuovo software della ps3 che ti permette di scegliere on demand centinaia di video musicali di canzoni a tua scelta e di visualizzarli in streaming con una velocità ottimale, permettendoti di avere, di fatto, un canale tipo Mtv in cui detti tu la scaletta.
Secondo voi ho colto l'occasione per aggiornare la mia conoscenza musicale o mi sono buttato a pesce sulle canzoni rock anni '80 lamentandomi che ce n'erano troppo poche in confronto con quelle più recenti?
Eh sì, è una delle cose su cui devo lavorare...
Ho amato i Beatles dalla prima volta che li ho sentiti, ma qualcosa di buono ci dovrà essere anche nei contemporanei, no?
Almeno diamogli una chanche.


mercoledì 1 settembre 2010

Parole sante

Questa volta, come altre in passato, lascio spazio alle parole di altri, perchè a volte ti capita di sentire una canzone o di guardare un film e pensare "E' proprio così, quel tipo ha davvero ragione!".
Io l'ho pensato la prima volta che ho sentito questo pezzo e continuo a pensarlo ad anni di distanza dalla sua sottovalutatissima uscita.
E allora largo allo strano trio:


venerdì 30 luglio 2010

Alla scoperta di Praga


Eccoci qui. Altro mese e altro viaggio, devo dire che non posso proprio lamentarmi di queste vacanze estive. Quanto ormai mi ero quasi rassegnato a trascorrere i 15 giorni di ferie in zona, ecco che spunta all'orizzonte un last minute davvero interessante verso una capitale europea in cui non ero ancora stato (in realtà è stato il frutto di ore di ricerca ma facciamo finta di niente).
E allora si parte! Devo ammettere che ero un po' titubante nei confronti della cittadina in questione, certo, tutti me ne parlavano bene, ma conoscendo la mia passione per le metropoli temevo di rimanere un po' deluso. Fortunatamente non è stato affatto così.
Praga infatti è una città fantastica, interessante e piacevole, soprattutto dal punto di vista architettonico (ad una prevalenza di ottimo stile gotico si affiancano barocco, vittoriano e persino tentativi di applicazione del cubismo all'edilizia!), ma anche per quanto riguarda i musei (non molti ma con contenunti eccellenti) e la vita sociale (pub e locali di ogni tipo in cui godersi una o più birre a costi ridicoli o ascoltare della buona musica live).
Se aggiungiamo a tutto questo una rete di trasporti efficente e capillare (tram, metro e bus) ed il fatto che quasi tutti parlano o capiscono l'inglese, arriviamo semplicemente alla conclusione che si tratti di una meta che merita certamente di essere visitata.
A me ha colpito particolarmente la cattedrale gotica all'interno del castello, bellissima ed imponente, ma sono davvero molti i punti di interesse da visitare ed è un percorso sempre piacevole, circondati dalla magia di questa città così diversa da quelle a cui siamo abituati ,che però non manca di fornirci ogni comfort e comodità che il turista potrebbe aspettarsi.
Curiosità finale: lì è diffusissimo il Segway, addirittura noleggiabile come mezzo di trasporto adatto per muoversi in città!