domenica 27 giugno 2010

London calling


Eh sì, l'evento più degno di narrazione del mese scorso è stato il mio ritorno a Londra con Elena. Entrambi eravamo già stati nella città, per cui abbiamo cercato di vedere alcune cose magari un po' più particolari rispetto alle solito mete turistiche e devo dire che ci siamo riusciti!
Londra resta sempre un bel vedere, una città che affianca rispetto e conservazione della sua storia alla sua progressiva trasformazione in metropoli dei giorni nostri, risultando così un luogo pieno di attrazioni da visitare, ma al tempo stesso vivo e pulsante (il paragone scomodo che viene in mente è la nostra Venezia, pur con le ovvie diversità urbanistiche).
E allora spazio a cose "alternative", come sorseggiare una vodka in un pub fatto completamente di ghiaccio nel sottosuolo, oppure mangiare dell'ottimo sushi in un ristorante in cui il menu viene proiettato secondo le tue richieste su un tavolo/schermo, con tanto di immagine del cibo che andrai ad ordinare e videogiochi per ingannare l'attesa!
E poi visita ai sempre apprezzabili musei di storia naturale e scienza, un pò di ristoro per gli occhi con la vista di qualche quadro e l'immancabile gita da Hamley's con tanto di orsetto creato per l'occasione che ci siamo portati a casa (vestito da Batman!).
Il tutto condito da viaggi in metropolitana alternati a lunghe passeggiate, più di una visita alla spettacolare piccadilly circus e una cena all'hollywood planet sotto l'han solo nella graphite usato per L'impero colpisce ancora.
Ottima vacanza, dunque, e meta consigliatissima che, nonostante le mie paure di delusione ora che ho visto New York, continua a mantenere tutto il suo fascino.

venerdì 21 maggio 2010

Sempre meno.

All'inizio era un aggiornamento al giorno.
E frasi di scuse se per caso uno saltava.
Poi quasi ufficialmente siamo passati ad uno a settimana.
Poi i primi ritardi.
Ora sembra che il ritmo sia di nuovo calato. Uno al mese.
Ci stiamo avviando verso la fine?
Io non credo.
Mi rendo bene conto che sembrerebbe quello l'andazzo e ne ho visti parecchi di blog seguire questo stesso cammino per poi sparire nel nulla o restare immobili su delle scritte impolverate dal trascorrere di un anno.
Io non so quanto andrò avanti, non riesco a prevederlo, ma per il momento la voglia di scrivere c'è ancora, così come la gioia che provo rileggendo i vecchi post e rivivendo le sensazioni di quando li ho scritti.
Per cui mi spiace, ma se c'è qualcuno che ogni tanto passa per questi luoghi mi sa che mi dovrà sopportare ancora per un bel po'.

martedì 20 aprile 2010

Addio mio fidato destriero


Potete ripetermelo quante volte volete che era solo un mezzo, un insieme di plastiche e metalli costruito all'unico scopo di portarci da un luogo ad un altro, un misero guscio da utilizzare fino allo stremo e poi cambiare senza rimpianto.
Quando la tristezza sarà passata riderò di queste parole.
In realtà, da quando il motore ha deciso di abbandonarmi nel bel mezzo dell'autostrada all'ultimo saluto prima di venderne, dopo aver cercato fino all'ultimo altre soluzioni, i resti, mi sono reso conto che mi ero affezionato a questa macchina ad un livello ben oltre il dovuto.
Ad onor del vero, bisogna dire che il suo cambiamento l'avevo premeditato già da un po' di tempo, ma ogni volta trovavo una scusa qualsiasi per posticiparlo perchè la verità è che separarsi da questo gioiellino è sempre stato difficile.
Un po' per i ricordi che inevitabilmente vi si legano in 5 anni di convivenza, un po' per quell'aspetto così particolare che adoravo e, sicuramente, in parte anche per il simbolismo del passare da una macchina così giovanile a una più "familiare", lottando con quella sindrome di peter pan che non vorremmo abbandonare mai.
L'unica cosa che posso dire adesso è che è stata una convivenza fantastica e per quanto scomoda avesse potuto essere, per quanto amaro sia stato l'addio a soli 80.000 km, è stata senza dubbio il miglior compagno di viaggio a quattro ruote avuto finora.
Per cui, come le ho sussurato nel nostro ultimo incontro, non resta che salutarla e ringraziarla di tutto. Magari non sono stati tanti i kilometri assieme, ma sono stati incredibili.

giovedì 25 marzo 2010

Che fretta c'era?


Per quanto io non sopporti il caldo e sia, invece, un amante delle stagioni più fredd,e questa volta non mi accodo alla cara Loretta Goggi e accolgo volentieri questi primi assaggi di primavera che marzo ci sta fornendo.
Dopo un inverno dei più freddi degli ultimi anni, con frequenti e fastidiose nevicate cittadine, è quasi un sollievo riconciliarsi con un sole che ormai ricordavamo a stento.
E, in fondo, la primavera porta in dote due possibilità che adoro, moto e sport all'aperto, assieme ad una serie di profumi e colori unici che ne fanno, in questo momento, la benvenuta.
E allora buttiamoci in questa "nuova" stagione, sperando di avere allontanato catene da neve, sciarpone e freddo almeno per un po' di tempo.
Almeno per quel numero di mesi necessari a farcene sentire la mancanza.
Adoro l'alternanza delle stagioni alla nostra latitudine :)

lunedì 15 marzo 2010

Felicità


Eh già, felicità.
Argomento complesso.
A volte pare proprio che una vita per raggiungerla sia un tempo del tutto inadeguato, da quanto è sfuggevole. Per non parlare del fatto che la sua caratteristica forse più netta è quella di durare sempre troppo poco.
E allora che fare?
Innanzitutto bisogna allenarsi a riconoscerla quando la si vede, il che è molto meno scontato di quanto possa sembrare.
L'altro giorno, ad esempio, riflettevo su quante volte ti capita di fare il punto sulla tua vita e pensare che al momento potresti ritenerti felice perchè hai un sacco di quelle cose che contanto davvero, però al tempo stesso hai degli obiettivi che vorresti raggiungere, per cui fino a che non li porti a termine come puoi dirti completamente felice del tuo stato attuale?
La chiave di tutto, forse, è che la felicità si raggiunge proprio nella ricerca della stessa.
Pensiamoci un attimo. Se raggiungessimo improvvisamente tutti i nostri traguardi e miracolosamente soddisfassimo al tempo stesso tutti i nostri bisogni cosa ci spingerebbe ad andare avanti?
Uno scopo non è forse un bisogno fondamentale come tanti altri? E la sua assenza improvvisa non potrebbe, ipoteticamente, condurci presto dalla situazione di felicità assoluta ad una rapida depressione?
Tenere a mente queste considerazioni magari non ci aiuterà nei momenti più negativi che purtoppo ogni persona è destinata ad affrontare, ma sicuramente ci può dare una mano quando pensiamo che quel miraggio di felicità che non riusciamo a raggiungere è, proprio per questo, molto più vicino di quanto crediamo.

mercoledì 3 marzo 2010

Bad beat



Avrò segnato undici volte canestri vincenti sulla sirena, e altre diciassette volte a meno di dieci secondi alla fine, ma nella mia carriera ho sbagliato più di novemila tiri. Ho perso quasi trecento partite. Trentasei volte i miei compagni mi hanno affidato il tiro decisivo e l'ho sbagliato. Nella vita ho fallito molte volte. Ed è per questo che alla fine ho vinto tutto.
Michael Jordan

Quando perdi non perdere anche la lezione.
Dalai lama.

Il trionfo è come un mosaico, senza le tessere nere non avrebbe alcun significato.
Alessio Zavan

Tre citazioni di personaggi più o meno illustri (...) che portano un unico filo conduttore, che è anche uno degli insegnamenti senza i quali, a mio avviso, non si può arrivare lontano in qualsiasi disciplina, così come nella vita stessa.
La sconfitta, per quanto spiacevole, è una parte fondamentale del gioco e non va temuta, ma affrontata con coraggio e voglia di imparare, a volte persino bramata, perchè alcune importantissime indicazioni potranno pervenirci soltanto da essa.
Io stesso devo imparare a ricordarlo più spesso.

venerdì 19 febbraio 2010

Ogni scherzo è valso


Anche questo carnevale è passato, portando con se galani, frittelle, ma soprattutto l'ormai consueta uscita a Venezia per sfoggiare i nostri costumi rigorosamente fatti in casa. Quest'anno ci siamo cimentati in un'opera di gruppo (composto da ben 15 elementi) raffigurante Alice nel paese delle meraviglie, io, ovviamente, ero il Cappellaio matto :)
Devo dire che l'esperienza è riuscita anche a superare il già ottimo carnevale dello scorso anno , con il popolo veneziano che ci ha lusingato per tutta la giornata con foto, apprezzamenti e complimenti, al punto da inebriarci.
Le foto in particolare sono stata la parte più divertente, non riuscivamo a fare più di due metri che qualcuno ci chiedeva se poteva scattarcene una e, appena tutto il gruppo si radunava in posa, comparivano talmente tante macchine fotografiche affiancate al richiedente da far sembrare la sfilata sul tappeto rosso di Cannes un esibizione da dilettanti.
E così invece dei Wharoliani 15 minuti di celebrità la soddisfazione per il nostro ego è durata alcune ore e devo ammettere che è stata davvero un'ottima sensazione.
Poco importa, alla fine se il viaggio del ritorno è stato caotico e lunghissimo a causa della saturazione della povera Venezia, una giornata così valeva ogni attimo di quella sofferenza.