lunedì 15 giugno 2009

I could make it there.

Cose che non mi mancheranno di New York:

- L'escursione termica omicida tra luoghi con aria condizionata e luoghi senza.
- Il dover aspettare una settimana per vedere se ho preso l'influenza suina.
- L'occlusione alle vene data da cibi composti al 50% da grassi e al 40% da zuccheri.
- I gelati stacca-lingua serviti a -10 gradi (e che mantengono la temperatura per mezz'ora).

Cose che mi mancheranno di New York:

Tutto il resto!

NY I LOVE YOU!

Mai, ripeto mai, vista una città così spettacolare! Le luci, i palazzi, i musei, i locali, il cibo (per quanto poco salutare), la gente.
Una musica per gli occhi.
Fatevi un favore. Andateci!


lunedì 25 maggio 2009

Mezzogiorno di fuoco

Caldo come l'inferno.
Ogni movimento costa gocce di sudore
ogni respiro è sempre più faticoso.
Piedi nudi sulla sabbia rovente
e spalle doloranti per le ustioni.
Ma non puoi mollare,
non ancora,
non adesso.
Un ultimo salto,
altissimo,
con l'adrenlina unica guida per muscoli provati.
Un colpo secco che nasce dalla spalla
e muore nell'impatto con la tua mano.
Un atterraggio pesante e rumoroso,
la polvere che si solleva.
Tra di essa mani amiche che si avvicinano
per una meritata esultanza.
Vittoria!

Adoro il beach volley :)

giovedì 21 maggio 2009

Pennellate.

Io invidio i pittori.

Riescono ad intrappolare una parte della loro anima in ogni tela.

Come se fosse il loro cuore a dipingere le loro emozioni.

Pennellate fugaci, senza incertezza

Ed ecco immortalata un’altra sensazione.

Colori brillanti, riflessi di luce

Ambigue sfumature e ingannevoli prospettive.

Al confronto le mie cupe parole sul foglio

Sono fredde ed insipide quanto l’acciaio.

Riuscirò mai con i miei versi

A raggiungere l’immediatezza

Con cui un dipinto ti parla dentro?

Non lo so, ma continuerò a tentare.

Vi prego, amici pittori,

per un mondo più vivo,

fate la stessa cosa.

martedì 19 maggio 2009

Tips & tricks

Se mai un giorno dovessi fare qualcosa di davvero interessante e raggiungere, come da piani, un obiettivo importante, ho già pianificato la risposta da dare a chi mi dovesse chiedere se esiste una scorciatoia per arrivare fino a lì.
La risposta sarebbe: "Certo che esiste ed è molto semplice. Non mollare mai."
La verità però è che qualche trucchetto segreto esiste, in grado di cambiare gli esiti e di alterare le possibilità. Uno di questi è sicuramente il training autogeno.
Non smetto mai di stupirmi di come l'autostima, anche esagerata, influisca meglio di qualsiasi sostanza dopante sulle capacità di un individuo e di quali miglioramenti psico-fisici essa riesca a dare, rispetto alla stessa pratica esercitata in sua assenza.
In parole povere è davvero interessante, nel mio caso, vedere come cambiano le mie prestazioni quando mi convinco di essere, a seconda dei casi, il miglior portiere del mondo, un infallibile e geniale analizzatore o, in generale, semplicemente il maledetto miglior uomo sulla faccia della terra a fare quello che sto facendo in quel momento.
Magari, in qualche parte remota del mio subconscio, sono a conoscenza del fatto che siano tutte ridicole idiozie, eppure, se c'è una cosa per la quale devo complimentarmi è senza dubbio la mia capacità di mentire a me stesso in queste circostanze :)

Try this at home!

lunedì 4 maggio 2009

Today



La riflessione spicciola delle 19:00 di oggi è la seguente:

"I tramonti davvero memorabili si vedono solo quando il cielo è sporcato da qualche nuvola."

giovedì 16 aprile 2009

Nella rete




Ogni tanto ci penso.
Come farei senza?
Voglio dire, ci rendiamo conto di come internet ha cambiato le nostre vite? Basta pensare semplicemente a una decina di anni fa, non serve andare tanto indietro nel tempo, per rendersene conto.
Semplicemente pensare alla difficoltà attuale e all'epoca di:
- Trovare il testo di una canzone
- Reperire informazioni su qualsiasi aspetto burocratico
- Ripescare quell'episodio del cartone animato che ci piaceva tanto da piccoli
- Essere informati quasi in tempo reale di ciò che accade nel mondo
- Pianificare un viaggio senza l'uso di un'agenzia
Sono solamente le prime stupidaggini che mi vengono alla mente, ma ciò che non può essere negato è quanto comodo sia avere una risposta a quasi tutti i quesiti che la mente può formulare (perlomeno ai più semplici, dai) nel giro di qualche clic.
Più ci penso e più mi rendo conto che sembra una cosa fantascientifica almeno quanto la guida galattica per autostoppisti, eppure ci siamo dentro e, come molte meraviglie, troppo spesso lo diamo per scontato.
Grazie tecnologia e grazie a tutti i ricercatori che hanno permesso di avere questa comodità, il dono che ci avete consegnato, il tempo risparmiato, è il più bello che riesca ad immaginare.

martedì 7 aprile 2009

Sì, viaggiare.




Evitando le buche più dure diceva qualcuno e devo ammettere che ultimamente, anche e soprattutto grazie alla mia stupenda ragazza, mi è successo spesso, dandomi l'opportunità di lanciarmi in uno dei miei soliti vaneggi metafisici sul significato del "viaggio" e sul perchè certe persone (come me) lo adorino mentre altre lo reputino solo uno spreco di soldi (che magari starebbero meglio nel sessantunesimo paio di scarpe Louis Vitton, ma non perdiamoci in facili critiche).
Ciò che ne ho dedotto è stato, piuttosto logicamente, capire perchè a me piace viaggiare.
La motivazione principale è che il viaggio spezza una delle peggiori catastrofi di questo mondo, ovvero la Routine, impunita omicida di gran parte dei talenti e delle velleità dell'umanità, ma contro cui le mie crociate hanno un che di Donchischottesco (candidato a neologismo più brutto 2009 e già gran favorito).
Viaggiare, come dicevo, ti porta fuori dal tuo mondo, dalla tua vita, per trasportarti in mezzo ad altre vite completamente diverse dalla tua, a vedere posti finalmente lontani da ciò che i tuoi occhi sono abituati a vedere e, se ti va davvero bene, ad avvicinarti a culture, abitudini, tradizioni e non ultimo una lingua a te sconosciute o comunque tutt'altro che familiari.
E' questo che mi piace dei viaggi.
Per questo più lontano ho la possibilità di andare più contento sono, perchè ogni cosa riesce ad essere meravigliosa quando la vedi la prima volta. Anche ciò che hai sotto casa, certo, solo che non te ne ricordi più.
Per questo, forse purtroppo, tendo a snobbare un po' le tantissime cose che questa nostra Italia ha da offrirci perchè per quanto ne apprezzi la qualità sono rinchiuse in un luogo troppo uguale a quello dove vivo, perdendo di fatto tutto il fattore "altra dimensione" che condisce di stupore qualsiasi cosa vista in un'ambiente del tutto diverso.
Ciò non toglie che, per quanto possa essere alla fine solo un delizioso capriccio psicologico continuerò a viaggiare e spalancherò gli occhi di fronte a qualsiasi cosa mai vista con lo stupore di un bambino perchè è questo il cibo che nutre il mio spirito e lo mantiene vivo.
Prossimo obiettivo dichiarato: New York!